
IA e infrastrutture digitali: la domanda non è solo quale tecnologia scegliere
La diffusione dell’IA porta le imprese a confrontarsi con dipendenza dai fornitori, resilienza e governo dei dati: un tema di cultura aziendale prima che di software.
Organizzazioni che imparano.

La diffusione dell’IA porta le imprese a confrontarsi con dipendenza dai fornitori, resilienza e governo dei dati: un tema di cultura aziendale prima che di software.

Ricavi a 245,7 milioni ed EBITDA a 94 milioni: il semestre di Fiera Milano mostra come calendario, servizi e acquisizioni cambiano la leva operativa.

La dipendenza da servizi esterni va monitorata per tutto il ciclo di vita: contratto, dati, continuità e uscita.

Software, cloud e servizi esterni sono utili solo se l'impresa sa cosa fare quando cambiano condizioni, accessi o disponibilità.

Un approccio informativo alla gestione del rischio, ai processi decisionali e alla qualità dei dati nelle organizzazioni.

Indicatori e dashboard aiutano a orientarsi soltanto se origine, definizione e limiti del dato sono chiari.

Le misure sul design sono un’occasione per discutere come un’idea estetica si collega a prodotto, filiera e gestione.

Gli indici di fiducia sono un termometro del clima economico, non una previsione valida per ogni azienda.

L’adozione dell’IA non è soltanto una scelta tecnologica: richiede ruoli, dati affidabili e controllo umano.

Il dibattito sull’insurtech evidenzia una cultura del rischio ancora reattiva: il cambiamento parte da pratiche quotidiane, non da slogan.

La crescita dell'attenzione su startup femminili e IA è un'occasione per parlare di requisiti operativi, non di etichette.

Saipem cresce nel primo semestre 2026: ordini a 5,7 miliardi, EBITDA in aumento e costi geopolitici mostrano come si governa un backlog complesso.

Snam apre il 2026 con ricavi ed EBITDA in crescita e stoccaggi al 50%. Il caso mostra come investimenti regolati, sicurezza e rendimenti si tengono insieme.

Webuild mantiene ricavi a 6,65 miliardi e porta il margine EBITDA al 10,1%. Portafoglio, mix e disciplina dei costi spiegano il miglioramento.

A2A aumenta i ricavi a 4,55 miliardi ma vede scendere l’EBITDA adjusted. Volumi, commodity e investimenti spiegano la divergenza del trimestre.

Hera aumenta EBITDA e utile adjusted nonostante ricavi in calo. Reti, tariffe, investimenti e fiscalità spiegano il primo semestre del 2026.

De Nora chiude il semestre con ricavi a 403,1 milioni e margine EBITDA adjusted al 20,4%. Elettrodi, acqua e idrogeno guidano l’analisi industriale.

Eni raddoppia l’utile adjusted nel secondo trimestre 2026, aumenta produzione e buyback. Cassa, debito e transizione misurano la qualità dei conti.

Enel riduce i ricavi ma aumenta EBITDA e utile ordinari nel primo trimestre 2026. Spagna, America Latina, reti e debito spiegano il disallineamento.